La notizia pubblicata nel Sole 24 Ore di sabato 17 aprile 2010 è stato riportato integralmente perché iteressante per la categoria degli ambulanti
Paolo Maggiore
Gianni Trovati
MILANO
Niente Iva sulla tariffa rifiuti, e passaggio della titolarità del prelievo al comune che è quindi chiamato a ridisegnare i rapporti con i gestori e a rivedere la riscossione.
Dopo quasi nove mesi dalla sentenza in cui la Corte costituzionale (la 238/2009) ha stabilito che la Tia è una tariffa di nome ma nei fatti è un tributo, arriva la prima posizione ufficiale dell’amministrazione finanziaria, sotto forma di risposta a un interpello presentato da un gestore (la Trevisoservizi). Nei prossimi giorni, il testo potrebbe tradursi in una risoluzione.
Dopo la sentenza della Consulta, scrive l’Agenzia, il servizio rifiuti «risulta escluso dall’ambito di applicazione dell’Iva, anche sotto il profilo degli obblighi strumentali connessi». Fin qui il cuore della risposta, che dopo la pronuncia costituzionale non può che invertire il senso di marcia rispetto alle vecchie indicazioni delle Entrate che confermavano l’applicabilità dell’Iva. Ma c’è di più; dalla sentenza 238/2009, scrive l’Agenzia, «dovrebbe derivare la titolarità del tributo in capo agli enti», e questi ultimi «dovrebbero individuare nuove modalità di definizione dei rapporti giuridici ed economici» con gli affidatari del servizio e con le società di riscossione.
Il condizionale mostra la cautela con cui l’amministrazione si addentra su un terreno delicato, ma le indicazioni sono chiare. Sul fronte della riscossione, una circolare Anci-Ifel (si veda Il Sole 24 Ore del 3 marzo) ha chiarito che la Tia-tributo rientra in pieno nel bilancio comunale, per cui vanno fissate le regole su riscossione e sanzioni; non solo, perché la Tia che torna ad agire sui conti locali impone agli enti di determinare le tariffe in modo da coprire tutti i costi, compresi quelli di gestione del servizio. Sono compiti da svolgere in fretta, perché gli enti hanno tempo fino al 30 aprile per chiudere i preventivi 2010 e agire su tariffe e regolamenti.
Sui rapporti fra comune e gestore, invece, sono in molti a sottolineare l’esigenza di passare dalla concessione all’appalto. Sul tema, però, una presa di posizione ufficiale manca ancora.
Le indicazioni dell’Agenzia impongono un cambio di rotta repentino alla maggioranza delle aziende, che avevano deciso di continuare a far pagare l’Iva anche nel 2010 (si veda Il Sole 24 Ore del 6 aprile). Questo dibattito ormai è chiuso, mentre rimane aperto il problema di come agire a livello legislativo per risolvere tutta la partita (compresi i rimborsi sul passato). A breve dovrebbero ripartire i giochi parlamentari sul tema; l’Anci Emilia-Romagna, per esempio, ha inviato ai deputati eletti in regione un pacchetto di proposte in cui si stabilisce per legge che «la tariffa costituisce il corrispettivo del servizio di raccolta rifiuti», con una soluzione che farebbe rientrare in campo l’Iva. Nei mesi scorsi, invece, il parlamento ha cercato il modo di avviare i rimborsi sull’imposta versata in passato, e sono probabili a breve nuovi tentativi in questo senso.
COMMENTO :
Gianni Trovati
MILANO
Niente Iva sulla tariffa rifiuti, e passaggio della titolarità del prelievo al comune che è quindi chiamato a ridisegnare i rapporti con i gestori e a rivedere la riscossione.
Dopo quasi nove mesi dalla sentenza in cui la Corte costituzionale (la 238/2009) ha stabilito che la Tia è una tariffa di nome ma nei fatti è un tributo, arriva la prima posizione ufficiale dell’amministrazione finanziaria, sotto forma di risposta a un interpello presentato da un gestore (la Trevisoservizi). Nei prossimi giorni, il testo potrebbe tradursi in una risoluzione.
Dopo la sentenza della Consulta, scrive l’Agenzia, il servizio rifiuti «risulta escluso dall’ambito di applicazione dell’Iva, anche sotto il profilo degli obblighi strumentali connessi». Fin qui il cuore della risposta, che dopo la pronuncia costituzionale non può che invertire il senso di marcia rispetto alle vecchie indicazioni delle Entrate che confermavano l’applicabilità dell’Iva. Ma c’è di più; dalla sentenza 238/2009, scrive l’Agenzia, «dovrebbe derivare la titolarità del tributo in capo agli enti», e questi ultimi «dovrebbero individuare nuove modalità di definizione dei rapporti giuridici ed economici» con gli affidatari del servizio e con le società di riscossione.
Il condizionale mostra la cautela con cui l’amministrazione si addentra su un terreno delicato, ma le indicazioni sono chiare. Sul fronte della riscossione, una circolare Anci-Ifel (si veda Il Sole 24 Ore del 3 marzo) ha chiarito che la Tia-tributo rientra in pieno nel bilancio comunale, per cui vanno fissate le regole su riscossione e sanzioni; non solo, perché la Tia che torna ad agire sui conti locali impone agli enti di determinare le tariffe in modo da coprire tutti i costi, compresi quelli di gestione del servizio. Sono compiti da svolgere in fretta, perché gli enti hanno tempo fino al 30 aprile per chiudere i preventivi 2010 e agire su tariffe e regolamenti.
Sui rapporti fra comune e gestore, invece, sono in molti a sottolineare l’esigenza di passare dalla concessione all’appalto. Sul tema, però, una presa di posizione ufficiale manca ancora.
Le indicazioni dell’Agenzia impongono un cambio di rotta repentino alla maggioranza delle aziende, che avevano deciso di continuare a far pagare l’Iva anche nel 2010 (si veda Il Sole 24 Ore del 6 aprile). Questo dibattito ormai è chiuso, mentre rimane aperto il problema di come agire a livello legislativo per risolvere tutta la partita (compresi i rimborsi sul passato). A breve dovrebbero ripartire i giochi parlamentari sul tema; l’Anci Emilia-Romagna, per esempio, ha inviato ai deputati eletti in regione un pacchetto di proposte in cui si stabilisce per legge che «la tariffa costituisce il corrispettivo del servizio di raccolta rifiuti», con una soluzione che farebbe rientrare in campo l’Iva. Nei mesi scorsi, invece, il parlamento ha cercato il modo di avviare i rimborsi sull’imposta versata in passato, e sono probabili a breve nuovi tentativi in questo senso.
COMMENTO :
Ora aspetta agli ambulanti intervenire con i comuni e far applicare la sentenza 238/2009













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