Castiglione della Pescaia, numero chiuso per gli ambulanti sulle spiagge
19 marzo 2010

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Un concorso pubblico anche per fare il venditore ambulante di collanine e affini in spiaggia, o per strada. L’ha stabilito il Comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto) che, in vista della prossima estate, ha deciso di abbandonare la tolleranza zero degli anni scorsi per passare a una regolamentazione “a numero chiuso” del settore del commercio balneare. Sui 18 chilometri di litorale del Comune, quindi, saranno ammessi soltanto i 25 venditori ambulanti del settore non alimentare e gli 8 commercianti itineranti di cibo e bevande, dal cocco ai gelati, che avranno superato il bando di gara. Per tutti gli altri, l’ingresso alla spiaggia sarà rigorosamente vietato e multato in caso di trasgressione.
Una regolamentazione che, spiegano dal Comune, nasce «per offrire un servizio in più ai bagnanti e per tenere sotto controllo il flusso di extracomunitari che ogni anno invade le spiagge della costa». Per ottenere la licenza, gli interessati dovranno presentare la loro domanda entro il 7 aprile. Due i requisiti fondamentali: il possesso del permesso di soggiorno e l’autorizzazione di commercio sulle aree pubbliche. In caso di sovrabbondanza di richieste rispetto al numero di posti disponibili, i “vincitori” della licenza saranno selezionati in base ad alcuni criteri, come l’anzianità di presenza autorizzata sulle spiagge o la data di iscrizione alla Camera di Commercio.
Noi pensiamo che: ma devono pagare le tasse? Ei controlli chi li fa?
Dalla redazione aggiungiamo : li chiamano ancora venditori ambulanti < Perche > ? sono abusivi !! chi vuole fare l’ambulante e desidera vendere prodotti commercializzabili < regolari > no contrafatti, prima fa la domanda nel comune di residenza, poi si inscrive alla Camera di Commercio, apre la partita iva e inizia il suo iter da commerciante.
Tutto il resto è abusivismo, qualsiasi tutore dell’ordine, politico, responsabile del pubblico inpiego, o incaricato alla sorveglianza e vede, non può fare finta di non vedere, deve intervenire o far intervenire chi di competenza altrimenti è complice dell’abusivo. Il più delle volte, quando un ambulante non fa lo scontrino, le viene contestato un verbale, spesso, queste cose creano del nervosismo e l’ambulante invita i tuttori dell’ordine di intervenire anche con l’abusivo che è davanti a loro; le risposte sono le più inpensabili, quella che più ci fa male è < lei pensi agli affari suoi, noi sappiamo fare il nostro servizio > e se ne vanno. Bensandoci bene questo fatto incentiva il razzismo nei nostri confronti













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